Nebbiolo 'No Name' Borgogno 2022
Borgogno

Nebbiolo 'No Name' Borgogno 2022

40,00 
Awards
2Gambero Rosso
4Bibenda
92James Suckling
91Veronelli

Features

Denomination

Langhe DOC

Tipologia

Region

Alcohol content

14 %

Format

75 cl Bottle

Additional Notes

Contains sulfites

NEBBIOLO 'NO NAME' BORGOGNO 2022 DESCRIPTION

Il Nebbiolo “No Name” di Borgogno è un rosso piemontese che unisce struttura a finezza, in un sorso d’insieme equilibrato e armonico. Il Nebbiolo, vitigno di riferimento per la viticoltura piemontese, si esprime con un profilo classico e varietale, perfetto da bere a tavola soprattutto con le carni rosse come arrosti, spiedini e preparazioni alla brace e con la cacciagione. Un’etichetta che si merita a pieno titolo il giusto spazio nella cantina di tutti gli appassionati di rossi del Nord Italia.

Questo Borgogno “No Name” è un Nebbiolo in purezza che nasce da quei vigneti situati nei pressi del comune di Barolo, esposti verso sud, sud-est e sud-ovest. Il terroir in queste zone è composto da un sottosuolo marnoso, calcareo e argilloso. Il mosto ottenuto dalla pressatura degli acini inizia la fermentazione spontaneamente grazie alla presenza di lieviti indigeni per circa 2 settimane, macerando poi per altri 10-20 giorni. Si procede poi con l’affinamento finale, in cui il vino riposa per 36 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia. Al termine della maturazione, il vino è pronto per essere imbottigliato e immesso in commercio.

Il Nebbiolo “No Name” Borgogno si sviluppa alla vista con un colore rosso rubino, dotato di una bella luminosità e di qualche riflesso leggermente più tendente al granato. Ampio e diversificato il profilo dei profumi al naso, dove si avvertono le classiche note di violette e piccola frutta a bacca rossa, oltre a lievi rimandi alle erbe aromatiche. All’assaggio ha un corpo concentrato, con un sorso che sprigiona freschezza e sapidità attraverso una beva fine, in cui il tannino si annuncia ben integrato nella struttura generale. Il “No Name” viene così nominato da Borgogno per far riflettere sull’eccesso di burocrazia che affligge il mondo del vino e dell’agricoltura in Italia.