Il Barbaresco "Asili" di Giacosa è un vino monumentale, di grande fascino ed eleganza, affinato per 18 mesi in botti grandi. Si presenta con affascinanti profumi di fiori appassiti, frutta rossa e rabarbaro. Al sorso è elegante, sapido, di ottima struttura, con una tannicità impeccabile e un'equilibrata freschezza
L'Asili di Giacosa è una delle creature mitologiche di Barbaresco, cru rinomato per dar vita a vini ricamati ed inebrianti. Bruno Giacosa è forse la leggenda di Langa, e la sua recente scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti gli appassionati di vino. Bottiglie immortali quelle di Bruno, che trascendono la dimensione temporale e accrescono l'alone di mistero e magia che spesso circonda l'evoluzione pluridecennale di un vino. Interpretazioni classiche, ma al contempo così ricche di dettagli e sfumature, concrete e sognanti insieme. 20 ettari circa di vigna, dislocati tra Serralunga d'Alba, La Morra, Barbaresco e Castiglione Falletto e un approccio che è sempre stato votato alla tradizione e al rispetto della terra. Immortale Bruno.
Il Barbaresco Asili proviene da uve di Nebbiolo in purezza provenienti da una singola e storica vigna dell'omonimo comune. Un cru leggendario quello dell'Asili, accostato da molti ad alcuni Grand Cru Borgognoni per la sua capacità di dar vita a vini femminei e di eleganza impareggiabile. L'interpretazione della cantina Bruno Giacosa è da sempre votata al classicismo, pertanto dopo un'accurata cernita manuale delle uve si prosegue in cantina con fermentazioni che avvengono in vasche di cemento e macerazioni che hanno durata piuttosto lunga, di almeno 3 settimane. L'affinamento avviene come da tradizione in botti grandi di rovere ed ha durata di circa 24 mesi.
L'Asili scende nel calice con colore rosso rubino virante verso il granato, tipico del Nebbiolo. Liquido immenso, non c'è che dire, e lo si percepisce dalla prima olfazione che disegna un ritratto di Langa rivisitato in chiave femminile. C'è dunque la liquirizia e il lampone, ma la scena è dominata da svolazzi floreali, quasi lisergici, che riportano a mazzi di rose canine e viole. Il sorso non tradisce le aspettative, è serrato ma solare al tempo stesso, come da grande Barbaresco, e rivela un tannino di grana finissima perfettamente incastonato. Lunghissima la persistenza. Indimenticabile assaggio, è vino da provare almeno una volta nella vita, e potendo anche di più. Magico.
Rosso granato
Affascinanti profumi di fiori appassiti, rosa, frutta rossa, con cenni di rabarbaro e menta
Elegante, sapido, strutturato, bellissima la tannicità e la equilibrata freschezza
Guida | Annata | Punteggio | Citazione |
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Veronelli | 2017 | 94 / 100 | Vino eccellente |
Anno fondazione | 1900 |
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Ettari vitati | 19 |
Produzione annuale | 300.000 bt |
Enologo | Francesco Versio e Dante Scaglione |
Indirizzo | Via XX Settembre, 52 - Neive (CN) |
Formaggi stagionati
Selvaggina
Carne arrosto e grigliata
Carne rossa in umido
Pasta sugo di carne